Quando pensiamo a Fiumicino viene quasi naturale associare il nome della città al più grande aeroporto internazionale d’Italia. Un crocevia eccezionale, da cui ogni anno passano circa 50 milioni di persone provenienti da tutto il mondo. Decine gli hotel, circa seicento i ristoranti. Migliaia di persone impiegate nella ricettività. Se a questo si aggiunge un paesaggio meraviglioso, tanta storia, un incantevole mare e la buona cucina che esalta il pesce fresco portato a riva dai pescatori, si potrebbe dire che a Fiumicino non manca proprio nulla. E, forse è così.
Eppure, non basta. A inizio marzo ho fatto parte della delegazione nazionale di giornalisti invitati in città proprio perché gli operatori della comunicazione conoscessero in maniera più approfondita un territorio che ha tanto da dare e da comunicare. Angelo e Jusy, due impeccabili colleghi, si sono fatti promotori di questa iniziativa, che intercettava la volontà dell’amministrazione locale, guidata dal sindaco ed ex ministro Mario Baccini, e della Regione, di puntare sull’identità di Fiumicino, di far comprendere che Fiumicino è tanto altro oltre l’aeroporto. Culla di archeologia, luogo in cui c’è un vivace fermento imprenditoriale, anche legato alla lavorazione dei prodotti del territorio, area su cui insiste la più grande azienda agricola d’Italia.
Ci si è resi conto che nel passato non si è fatto abbastanza per valorizzare la città, nonostante interessanti proposte culturali ed enogastronomiche. Proprio mentre Fiumicino registrava il numero massimo di presenze in città partiva questa azione di valorizzazione dell’identità locale. Un nuovo punto di partenza per traguardi ancora più ambiziosi che diventano a loro volta nuovi punti di partenza.
I miei tre giorni a Fiumicino, come ospite di Lazio Experience, sono stati esaltanti, entusiasmanti. Ho trovato un posto interessantissimo, con una storia meravigliosa da raccontare. E ho trovato colleghi e amministratori locali consapevoli della necessità di raccontare quella storia ad un pubblico sempre più ampio. Non hanno mai tirato fuori numeri: troppo facile parlare di presenze in città, di indotto generato dai trasporti e dal turismo; troppo facile esaltarsi per le presenze. Il loro obiettivo è quello di superare l’idea che Fiumicino possa essere soltanto una zona di passaggio, ma un luogo in cui fermarsi e apprezzare le bellezze. Anche se, in realtà, la città si sta già facendo apprezzare per questo.
Poi succede che a casa mia, a Corato, da Palazzo di Città venga diffuso un comunicato stampa con cui si stappano bottiglie perché i dati delle presenze hanno raggiunto le 50mila unità (tanto quanto la popolazione). «Il 2024 consolida il ruolo della città come destinazione culturale e turistica. Gli eventi continuativi, la valorizzazione delle tradizioni locali, l’attenzione alla Festa Patronale e la promozione dell’identità comunitaria attraverso la riscoperta del mondo agricolo e della Cultivar Coratina hanno giocato un ruolo chiave nel rendere la città sempre più attrattiva». Ah, però! Se la strada intrapresa porta a raggiungere la “bellezza” di 50mila presenze possiamo stare ben contenti!
Fiumicino raggiunge 50 milioni di presenze e attiva una strategia di rinforzo dell’attività promozionale, Corato raggiunge 50mila e si autoproclama “destinazione culturale e turistica”. Qualcosa non quadra.
Leggo ancora le parole dell’assessore al turismo: «Dati certamente incoraggianti che confermano come sia giusta la strada intrapresa. In questi anni abbiamo spinto, anche con investimenti importanti, verso una strategia che avesse alla sua base innanzitutto metodo e organizzazione. Assicurare continuità alla proposta culturale senza far venir meno la qualità, attraverso una organizzazione efficace ed efficiente. In questo modo abbiamo dato valore alle nostre attitudini e peculiarità, alla nostra creatività, alle nostre tradizioni, alla nostra cultura agroalimentare. Una scelta precisa e di valorizzazione che ha riportato Corato al centro di una narrazione culturale, turistica e di sviluppo che abbraccia l’intero territorio e l’intera Regione».
Parole che fanno tenerezza, quasi come la tenerezza che suscita un bambino che si esalta per aver tolto una rotella dalla bicicletta.
E, rileggendo il comunicato coratino ho apprezzato ancor più ciò che ho visto a Fiumicino. Un comune di 80mila abitanti che non si accontenta di avere sul suo suolo milioni di persone ogni anno e centinaia di strutture ricettive, ma che vuole essere in vetrina, consapevole di avere ancora tanto da offrire.